martedì, 24 marzo 2009 | in : letteratura, costume e società, contro le istituzioni
manifesto contro il contributo editoriale

DIFFONDETELO FINCHE' NON
LO AVREMO DEBELLATO!
I crampi al cervello sono iniziati alle 16:24 ma dureranno a lungo | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 28 gennaio 2009 | in : letteratura, myself, riflessione
Ringrazio Danielle Bianchi per avermi concesso di riprodurre questo suo meraviglioso testo. Lo sento pienamente descrittivo del mio attuale stato d'animo, e trovo debba essere divulgato per il suo profondo significato. Potete trovare questo racconto con relativi commenti a questo link.



Ognuno ha i suoi tempi. C’è chi risorge in tre giorni, chi in mesi, chi in anni. Io risorgo solo quando scrivo, quando metto una parola dietro l’altra, quando lascio scorrere i pensieri così in fretta che le dita non riescono a star loro dietro. Rinasco quando per la città ascolto dialoghi, quando osservo la gente e, prima ancora di capire che cosa queste persone dicano, quelle parole si inseriscono in me con l’identica forza e lo stesso impeto di una stilettata. Rinasco quando ho davanti a me un solo foglio bianco che posso riempire di inchiostro nero. Ho solo vent’un lettere eppure, non so nemmeno come, riesco a dare loro una forma, le combino, le distorco, le ritrasformo per poi tornare a riplasmarle con la medesima facilità con cui si potrebbe giocare con del pongo.

La scrittura per me è liberazione, è come camminare sotto la pioggia e decidere di non aprire l’ombrello: sentirsi liberi di lasciarsi bagnare da un qualcosa che potrà farti ammalare ma che, se non la provi, non puoi davvero identificare come felicità. La scrittura per me è fatica, la fatica di spingermi oltre, di stropicciare la vita, ridurla in pezzi fino a non aver più un punto di inizio ed è analizzarla così nel profondo che potresti finire con l’annegarci dentro. È come entrare nella fuliggine e uscirne bianchi come delle colombe una volta finita la prima bozza. Già, scrivere per me è così: sporcarsi fino al midollo, sentirsi così pieni di catrame al punto di non riuscire quasi a respirare e, poi… poi essere come delle bolle di sapone trasportate dal vento.

A volte, invece, scrivere equivale ad essere spietata. In questi momenti aggredisco la pagina, graffio i fogli, uccido le rime e decapito le lettere come fossero tante Anna Bolena.

Per un lungo tempo è stata illuminazione e perdizione. È stata come il primo amore: forte, irriducibile, crudele e ingorda di attenzioni e tempo.

A volte è stata l’ancora di salvezza, quell’unica cosa che non mi ha impedito di andare a fondo. A volte, invece, la pesante zavorra che mi ha trascinato sul fondo di un oceano troppo salto e troppo gelido anche solo per starlo ad ammirare.

Spesso ho pianto per lei, spesso ho litigato con e per lei; troppo spesso le ho voltato le spalle e, ancora troppo del “troppo spesso”, l’ho stretta tra le dita facendola quasi soffocare.

Ora so che nonostante tutto, sapendo che rischierò di perdermi come un pellegrino senza bussola in un deserto troppo ampio e caldo, non posso farne a meno. Credo di non aver mai amato qualcosa così tanto, così tanto fino a sentire un dolore fisico se mi si viene proibita.

Molte storie che ho scritto spesso hanno indugiato a lungo prima di farsi sentire, hanno sondato il terreno e cercato di capire quanto potevo essere affidabile al fine di permettermi di dar loro voce. Mi piace pensare che un giorno una storia arriverà così tanto a fidarsi di me che, nel silenzio generale, mi si siederà di fianco e sarà lei a chiedermi di essere raccontata. Ma forse ciò non succederà oggi e nemmeno domani né quello dopo ancora e ancora, e ancora, e ancora. Forse anche le storie hanno i lori tempi. Tempi. Tempi.


di Danielle Bianchi
I crampi al cervello sono iniziati alle 02:23 ma dureranno a lungo | commenti (popup) | commenti
E’ come dopo aver fatto l’amore per la prima volta. Un bel, lungo e spossante amore.

Disteso a letto con Everybody’s gotta learn sometime  di Beck (clicca qui per il relativo videoclip) in sottofondo, ero lì a godermi l’inebriante momento. Nemmeno credevo di esser giunto a tanto, per giunta in così breve tempo.
Era nato tutto per caso, insieme scherzavamo, senza alcuna pretesa, ma è bastato un attimo per capire che tutto ciò sarebbe potuto diventare molto di più di qualche fugace incontro…
Avevo la scrivania piena di racconti brevi. Pensare di poterli amalgamare in un unico blocco narrativo, è sembrata subito la miglior provocazione che potessi ideare. E  in men che non si dica, due mesi appena, beh, si è passati da racconti frammentari ad un intero, spossante viaggio tra le parole… ero destinato a questa metamorfosi, sarà stato quel pizzico di presunzione insito nell concetto d'arte, ma ho creduto di  poter divenire  l'Andy Wahrol degli scrittori...
 

Raccolta di racconti brevi? Storia su più livelli? Un confusionario blocco narrativo? Forse nulla di tutto ciò. semplicemente ANDY WAHROL AVEVA QUASI RAGIONE è un viaggio.
E come tale è fatto di tappe. Soste, dove magari ci si ferma all'autogrill per prendere un caffé, poiché è con la semplicità del gesto quotidiano che si leggono i racconti brevi a far intramezzo nel viaggio vero e proprio, fantastico, visionario, inusuale, con ogni mezzo, lecito e non.
Ogni tanto si riesce ad eludere i sistemi antitaccheggio, e sotto al cappotto si riesce a trafugare qualche superalcolico, che, contro ogni norma, rende il viaggio maleducato e iperbolico, ma sempre coerente sulla sua squilibrata via di un’acuta e pungente visione di un futuribile disastro sociale, a favore di figure diseducative che inducono a riflettere sull’educazione morale della nostra società.


 
Se ve ne dovessi parlare in breve direi più o meno queste cose sull’ennesima sfida che mi ha costretto a divertirmi in lunghe notte insonni sulla tastiera. Nemmeno voglio pensare ad una nuova sfida editoriale, ora devo solo godere del momento, vedere crescere la mia creatura, correggerla dove necessario, il dopo si vedrà.

Ancora non posso credere di aver compiuto nuovamente quel tragitto, di già aver partorito un romanzo ed un racconto di racconti. Ecco, forse questa è la definizione che lo inquadra meglio.
Del resto chi fa figli unicamente per esibirli come trofei?

Vi voglio bene tesori miei!

Si, sono scemo e felice di esserlo, anche a costo di far rivoltare nella tomba il caro Andy...




Change your heart
Look around you
Change your heart
It will astound you
I need your lovin'
Like the sunshine

Everybody's gotta learn sometime
I crampi al cervello sono iniziati alle 22:16 ma dureranno a lungo | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 13 novembre 2008 | in :
Ieri, dopo la festività pagana di San Martino, si celebrava una giornata fondamentale, crocevia per l'umanità intera.
Ebbene ieri si è celebrato San Me, altresì detto Josafat, ed il mio grande amico Grant Nicholas compiva 41 anni. Grandiosi auguri ad entrambi!


Ecco i due grandi amiconi ritratti davanti ai Magazzini Generali di Milano prima del concerto dei Feeder il 6/3/2005
I crampi al cervello sono iniziati alle 12:42 ma dureranno a lungo | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 28 ottobre 2008 | in : ricordi, affetti





28 / 10 / 2005

Il cielo terso di ieri bruciava lo sguardo, così come le tante lacrime. Lassù dove sei stata chiamata, inarrivabilmente lontana da poterci volgere il solo pensiero, poiché lo sguardo è intimidito. Negli occhi colmi di te, viva, vitale, energica, determinata, non c’è spazio per figurarti inerte ed assente, ti penso quindi. Penso a quanto vorrei somigliarti. Avessi solo metà della tua incrollabile volontà… arriverei lontano, manterrei vivi i tuoi sogni, li compirei e ne gioiresti, ne gioiremmo.
Da lassù. Lontana, eppure qui, richiamo immediato nei pensieri, nel cuore. Mi hai fornito di tutti i mezzi per ultimare il tuo tragitto incompiuto, o forse solo incompreso. Solo chi ti ha conosciuta veramente sa della tua straordinaria bontà, del tuo sorriso, della tua forza. Non hai mai recriminato contro quel destino avverso, contro il male che ci ha divisi. Ti sei sempre curata di farci credere che non te ne saresti mai andata, che ci avresti sempre spronato col tuo fiero spirito a combattere le nostre debolezze. Sii il nostro angelo custode, gioisci del volto di Dio fin quando il cielo terso sarà la casa di tutti noi. E gioiremo ancora. Insieme.
I crampi al cervello sono iniziati alle 01:56 ma dureranno a lungo | commenti (2)(popup) | commenti (2)
venerdì, 10 ottobre 2008 | in : musica, myself, orgoglio, costume e società, tripudio, idioteca
Girando per la rete mi sono imbattuto in questa, era una di quelle rubriche "Separati alla nascita"

- l'uno scrive testi di denuncia politica, l'altro testi di umorismo sociale
- entrambi cantano e sono bravi col rapcore, forse l'uno più dell'altro, non è dato sapere quale
- sono carismatici, bestie da palco
- uno c'ha un naso brontosauresco, l'altro un aggraziato tubero

- uno è un idolo delle folle, delle teen-ager, l'altro non se lo fila nessuno, manco i panzoni pelosi...

E' giustizia questa? No so... ditemelo voi!
I crampi al cervello sono iniziati alle 22:54 ma dureranno a lungo | commenti (1)(popup) | commenti (1)
MERCOLEDI'

Un cielo salmastro brilla svogliatamente.

"Con più forza, ancora un po'..."

Sospinge ancora il mite alito di un sobrio procreatore: ora il firmamento è stranamente completo.
Perchè questo, da costellazione sovversiva e ribelle, vorrebbe sancire la condanna del procreatore stesso.


"Zeroventicinque..."

Sembra dispiacersi il maresciallo, che scommettendo sulla mia dimenticanza di documenti, magari sperava anche di cogliermi in flagranza di ebbrezza.

Il display si spegne, cala una rassicurante tenebra appena turbata dai 36 euro di multa per quella patente dimenticata nell'altra macchina. Forse per ripicca hanno occultato lo scontrino che sanciva la mia inequivocabile sobrietà (due birre e mezze doppio malto... mah...) Avrei voluto conservarlo.



GIOVEDI'

"Facciamo un test veloce?"

Perchè, potremmo anche non farlo e sgommare via? Ne dubito.
Giudizio e sentenza supersonici e semaforici.
Un aggeggio simile ad una torcia sibila sinistro e resta rosso, per troppo secondi di insostenibile ansia.
Stavolta sono cazzi.
Poi s'intenerisce e fischietta una melodia serena, verde brillando via libera.

"Grazie"

Prego a voi!



Saranno tre mesi ininterrotti che i due antiereoi della vicende appena sopra, vagano minacciosi e divertiti, colmi come cisterne di succo di luppolo.
La probabilità con la quale le forze dell'ordine potessero insinuarsi in due giorni consecutivi, seppur alternati, della loro sobrietà, era più bassa di una barzelletta sugli ebrei al tavolo de L'ultima cena... il paragone è di merda, è influenzato dalla mia assuefazione a South Park, ma forse rende l'idea...


Bevete responsabilmente, sempre al limite delle vostre capacità di guida. Diffidate degli etilometri, inflessibili strumenti di una corrotta moralità!
I crampi al cervello sono iniziati alle 23:36 ma dureranno a lungo | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 27 agosto 2008 | in : myself, riflessione, ripudio, rabbbbia
Eppure avevo quasi ripreso a pregare.
Poi, puntuale, tu torni a ricordarmi il tuo sprezzo per la mia condizione labile ed umana.
Ed allora fanculo, di nuovo.
Mi lasci attonito e rassegnato.
Se uno non si ammazza è perché ha la morbosa curiosità di vedere come ironicamente gli verrà inflitta l’ultima pena.

Voglio giusto dedicarti una canzone e chiudiamo qui. Vedi tu quanto sfottermi oltre, io non ho più nulla da aggiungere, quasi più nulla in cui credere.


Filter – The missing

Hey Dio, dicci cosa abbiamo fatto,
una grande colpa la nostra, vero?
Non sapresti da dove cominciare
col tuo racconto.

Dici di porgere l’altra guancia
ma a me sembra una forma di debolezza.
Tu vuoi solo schiaffeggiare gli umili.

Dici che saremmo uomini migliori
se concordassimo col tuo progetto.
Ma non credo di poterlo fare,
non sono quel tipo di uomo.

Tu ami essere crudele.
Tu ami essere crudele.
Io non sono un giocattolo di Dio,
ma tu ami essere crudele.

Cosa c’è?
La croce è stata piantata
Ma non sento ne collera ne pace per le strade.
Allora riposa nella fossa
con le peggiori malattie,
merda ideologica.

Tu ami essere crudele.
Tu ami essere crudele.
Io non sono un giocattolo di Dio,
ma tu ami essere crudele.



Non si tratta dello sfogo amaro di chi è candidato a qualche insana follia. E' l'ennesimo grido stridulo e inascoltato per dire che di certe decisioni da dover subire passivamente, ne ho le palle più che stracolme. Il guaio è che mi sono dovuto assuefare al tono lamentoso e inesauribile della mia voce... non te la lascio vinta carissimo Onniprepotente!
I crampi al cervello sono iniziati alle 12:47 ma dureranno a lungo | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 05 agosto 2008 | in : musica, orgoglio, black light bruns
Qualcosa si muove, e lo fa in via del tutto ufficiale!
I Black Light Burns, all’alba del nuovo album, si firmano OBL, “Ordine della Luce Nera”.
Ed avevo già spiegato a suo tempo che questa ardua definizione, non ha nulla a che vedere con correnti malsane, esoteriche o peggio sataniste, di pensiero.
E’ l’enorme potenziale di qualcosa di apparentemente inesistente (di per sé la luce nera è solo una bellissima ambizione metafisica ma un’eresia fisica) un bene inespresso ed incompreso, frainteso da tutti come male. (per ulteriori chiarimenti dare un’occhiata curiosa qui e qui)

Va detto che questa era una mia congettura, ma veder ora nel loro sito, Wes Borland firmarsi “Ordine della Luce Nera”, mi fa sentire organo propulsore di un pensiero teso a svilupparsi e diffondersi cazzuola! Si ok, forse è solo una coincidenza, quanto basta per impettirmi. Mi concedo di rilassare l’orgoglio per poter sospirare ansioso per quanto riguarda il nuovo album.

10 cover dei gruppi che più hanno inspirato Wes Borland  e 7 inediti. Tutto arricchito da un dvd grondante di contenuti speciali, quali materiale live, backstage, videoclip e chicche d’ogni genere. Ed una graditissima t-shirt che riprende appunto il tema del OBL!

Il tutto per 25 ragionevolissimi dollari (non ricordo a quanto sta il cambio con l’euro, fate voi i conti, ma mi pare un prezzo ben congeniato) Questa l’offerta di cui usufruirò. Perché come in voga di recente per i grandi musicisti innovatori, la seconda grande fatica dei Black Light Burns è disponibile in 4 diversi bundle, scaricabili dal sito ufficiale o inviabili per posta tradizionale.
Da quello gratuito, che prevede un piccolo assaggio del nuovo album, alla regale versione Deluxe, contenente ogni ben di Dio, incluse le serigrafie dei quadri più belli di Wes (ascoltate un cretino, Wes pennella trucido e tagliente con la chitarra quanto col pennello!), il loro primo album, autografi a vario titolo, e tutto quanto compreso nei bundle inferiori.


Questa d’altronde, è l’art-work del nuovo album, ovviamente opera di Wes. Già mi ha fatto disperdere in terra litri di desiderosa saliva. Già, con la certosina pazienza del modemista a 56chilobastardate al secolo, ho messo in download la piccola anteprima, ma non escludo un colpo di testa per accaparrarmi il bottino pieno!!!

This dark fever is unstoppable
This burning chill is unstoppable
This blackest wish has taken hold
I'm sorry it cannot be controlled

(I have a need - Black Light Burns)


E con un promessa di fertilità artistica, Wes avrebbe dichiarato che non manca molto per completare il terzo album!!!!
I crampi al cervello sono iniziati alle 20:24 ma dureranno a lungo | commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 24 giugno 2008 | in : musica, tecnologie, orgoglio, costume e società
Nella mia giovine vita si sono alternati più lettori multimediali che non donne. Il che sembrerebbe una candida ammissione di sfiga e inesperienza, un rinculo tremendo di sociopatia brufolosa, acne e tante di quelle patologie adolescenziali.
“Le ragazze non mi guardano.”
“Mi sento a disagio col mio corpo.” eccetera eccetera…
Ebbene la realtà è più atroce. Nelle mie mani si sono spenti, senza più riavviarsi, una quantità davvero sconsiderata di lettori mp3. Quasi sensato dire che ho alternato i player multimediali come se fossero mutande la mattina dopo la doccia. Non ho esagerato di molto, purtroppo.
Tante circostanze, tante modalità di guasto, tanti soldi sprecati. Fino a quando non mi sono armato di assennatezza e un capitale piuttosto sostanzioso per affrontare l’investimento più lungimirante della mia carriera di avido ascoltatore musicale. Va infatti spezzata una lancia a  favore della sfiga, ben agevolata dall’imprudenza dei miei acquisti. Ad essere onesti i miei lettori, non hanno mai sfondato il tetto dei 50 euro, fascia nella quale si attestano i piccoli di qualità ed i capienti da mercato cinese. E vi lascio intuire per quali propendessi, tanto dar rendere insensata ogni forma di protesta, se uno se la va a cercare la paccottiglia d’altronde…

Per lasciarsi alle spalle la capienza scrausa hand-made in China e gongolarsi di tanti bei file mp3 duraturi nel tempo, bisognava almeno raddoppiare quel budget, e così, stufo di quei prematuri addii, mi sono orientato verso IL MIGLIORE LETTORE MULTIMEDIALE DEL MERCATO!
Ora tutti quelli che posseggono l’I-pod si saranno gonfiati come faraone farcite, ma è un attimo a tarpare le ali di questi volatili arrostiti.
Infatti il miglior lettore sul mercato è il CREATIVE ZEN, un rapporto qualità-efficienza-robustezza-prezzo che lo stiloso gingillo Apple si sogna lontanamente di riservare alla fascia medio-pidocchiosa di utenti musicali. Sarà che ODIO quelle campagne pubblicitarie improntate a giustificare un prezzo esorbitante con un certo stile del brand. Eh si, perché l’I-pod è così discreto e microinvasivo che te lo ficchi nel culo e non lo caghi più… lo scoreggi in aria come una melodia, la tua melodia preferita! L’I-pod è figo, è carino, è piccolo, costa un occhio e lo carichi di musica a patto di usare ESCLUSIVAMENTE il player multimediale I-tunes.
Il Creative Zen non si formalizza con tante etichette… è ingombrante appena come 3 carte di credito sovrapposte, socializza ben volentieri Media Player, Winamp, RealMedia che siano e la sua funzionalità non ha un cazzo da invidiare alla mela mozzicata. Anzi…
Ora potrei anche arricchire la discussione di altre gemme tecniche che impreziosirebbero il giudizio del Creative Zen, ma non è questo l’aspetto rilevante di questa riflessione.

L’aspetto di questo fantastico lettore che mi ha lasciato veramente basito, al limite della commozione, è tutt’altro.
Ero di ritorno dalla mia consueta uscita in bici, mi fermo fuori a rifiatare, appoggio il lettore ad una panchina appena fuori l’uscio, ed ancora stremato lo dimentico lì sotto il cielo già roboante dell’ennesima tempesta. Era appena qualche giorno fa, nella prima metà di questo giugno autunnale. Io ero al riparo sotto il letto, da buon animaletto timoroso dei fulmini.
Mentre il mio Creative Zen era impavidamente all’aperto a bersi un intero temporale di una buona mezzora. Una dose letale, che avrebbe ubriacato fino al coma etilico qualsiasi dispositivo elettronico. Mi piace immaginare che questo abbia sfidato Zeus chiedendogli di scagliargli contro anche una saetta. E lui, ancor più coraggiosamente, abbia ingoiato tutti quei prepotenti watt giusto come se fosse stato messo sotto carica per un po’ più del dovuto.
Io, lì sotto il letto a tossire polvere, a implorare la fine del diluvio. Ero ancora ignaro della sua epica disfida al giugno autunnale. Esco dalla mia tana solo quando ho la certezza che le saette siano finite, e mi appresto quindi ad uscire. Ma dov’è il mio fido lettore? Compagno di mille ascolti, di ottime visioni audiovisive… infatti, pur senza essere voluminoso, ha uno schermo che l’io-podere se lo sogna. Eppure era qui con me a proteggermi dai fulmini, giusto? Oh, mio dio! Preoccupato per la scena straziante a cui stavo andando incontro, mi precipito giù per le scale e lo ritrovo sudato fradicio dopo l’epica lotta.
<<Ecco, ho ucciso anche il mio migliore amico… forse è destino che io resti solo a vita senza musica d’asporto…>>
Faccio per compiere l’ennesimo ridicolo tentativo di rianimazione ed invece si compie il miracolo.

Lo Zen Creativo, canta, salta e balla come non mai, è in piena salute come se fosse stato tutto il giorno stravaccato ad abbronzarsi… è un gran beone tale e quale al suo padrone, che bello essere così in sintonia!

Waterproof addirittura! Scommettiamo che l’io-podere avrebbe vomitato tutti i suoi micro-microchi o sarebbe annegato in un tombino?
I crampi al cervello sono iniziati alle 22:11 ma dureranno a lungo | commenti (3)(popup) | commenti (3)